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martedì 12 marzo 2013

Eugenio Montale - "Il Pirla"

Prima di chiudere gli occhi mi hai detto pirla,
una parola gergale,
non traducibile.
Da allora
me la porto addosso
come un marchio che resiste alla pomice.
Ci sono anche altri pirla nel mondo
ma come riconoscerli?
I pirla non sanno di esserlo.
Se pure ne fossero informati
tenterebbero di scollarsi
con le unghie quello stimma.


"Il pirla"
Eugenio Montale (da "Diario del '71 e del '72")

(Significato della parola Pirla da Wikipedia)

sabato 12 gennaio 2013

I ricordi, gli Abba, la Fanta e la 127 rosso mattone..

Vi é mai capitato di vedere qualcosa e subito venire catapultati nel passato?
E' da qualche tempo che mi capitano cose che talvolta non mi so spiegare.. L’altro giorno mi sono detta “Starò invecchiando? Continuo a pensare al passato…” E invece no, non sto invecchiando.. beh si, il tempo passa per tutti,  ma credo sia semplicemente un periodo in cui mi viene facile ricordare attimi, fotogrammi dove io sono la protagonista.. ma da bambina.. come si fa a non intenerirsi?
Tutto è iniziato leggendo il post della Ste (Ste è tutta colpa tua ;D!). E così è iniziato il viaggio. Saranno passati circa 30 anni e ricordo nitidamente i sabati passati con mio papà. Mia mamma lavorava e così papà, ogni sabato, mi portava in un posto diverso: un sabato al parco, un altro al lago, un altro ancora si prendeva il treno e si andavano a trovare gli zii a Monselice. Perché la domenica era sacra ma il sabato io e papà mica potevamo restare a casa tutto il giorno! E così ogni volta che penso a quelle meravigliose giornate, mi torna in mente proprio quella foto. Mio padre è un fotografo eccezionale e da lui ho ereditato un’incredibile passione per la fotografia. Ogni giorno mi guardo intorno e “click!” ogni cosa, ogni persona, ogni sguardo, ogni paesaggio è una foto.

Ma torniamo a quella foto. Avrò avuto 5 anni, una mollettina rosa tra i capelli (che altrimenti vanno sugli occhi), una lattina di fanta e una cannuccia rigorosamente rosa. Ogni volta che la guardo, penso che sarei stata un’ottima testimonial per la Fanta: occhi grandi e luccicanti, un po’ per le bollicine e un po’ perché era buonissima!
E poi, pochi giorni fa, feste di Natale, durante un compulsivo zapping, vedo che trasmettono il film “Mamma Mia”, un tributo alle bellissime canzoni degli Abba..
E si riparte.. ho 5 anni e canto “Truppappa zuppappa”, sono sul sedile posteriore della 127 rosso mattone e ballo come una pazza. E poi ricordo ancora.. avevo circa 20 anni e mentre ascolto la radio, ho un tuffo al cuore.. E’ lei, la riconosco.. quel “truppappa zuppappa” è in realtà “Super Trouper” degli Abba…

Oggi, con la mia adorata amica Ester si parla proprio di Abba.. eppure mi dico.. c’è un’altra canzone che mi piaceva un sacco.. aspetta che cerco su YouTube.. ed eccola.. eccola lì che magicamente riappare.. E ancora una volta mi travolge. E' “One of us”.

Chiudo gli occhi. Sono ancora io, ho 5 anni e sono sempre sulla nostra 127 rosso mattone, ma non ballo. Sono accoccolata sul sedile posteriore. Mio padre guida e canticchia con mia madre al suo fianco. La canzone è così romantica, io non capisco le parole, ma la musica è così dolce.. Inizia a fare caldo. I finestrini sono abbassati, la mia mollettina rosa non durerà per molto, tra poco i capelli mi andranno sugli occhi.. Sento gli occhi un po’ pesanti: quasi quasi mi addormento. Ma non per tanto, è estate, sono in Sardegna e stiamo andando al mare. Tra qualche curva lo vedrò e inizierò ad urlare felice perché, anche se sono piccola, sento che il mare è parte di me..
Ma adesso sto buona, non sono tanto sicura che il mare sia vicino e poi se faccio la brava magari mi comprano la fanta.. è così buona.. e poi chiederò al barista se c’è una cannuccia rosa, mentre mamma mi sistemerà la mollettina..

venerdì 29 giugno 2012

Un angelo davvero...

Leggete questo articolo pubblicato dal Corriere della Sera.
Mi ha commosso.
Ciascuno di noi nel suo piccolo dovrebbe aiutare gli altri..
Questa persona ha certamente la possibilità di farlo e lo fa con il cuore e soprattutto nel totale anonimato, come, credo, è giusto che sia.
Vorrei abbracciarlo e dirgli GRAZIE. E' proprio di queste persone che abbiamo bisogno..

sabato 19 novembre 2011

«L'unica regola è che non ci sono regole»

Questa mattina ho letto su un sito internet una notizia che mi ha fatto particolarmente riflettere: la notizia? Una lettera scritta da un papà.

Il papà in questione è quello di Giacomo, un bambino di 12 anni che, poco tempo fa, ha perso la vita investito da un tram mentre tornava a casa in bicicletta con la sua mamma.
La lettera descrive lo sdegno di un papà che, a seguito di una perdita così tragica, è costretto a "subire" un cartellone pubblicitario, esposto a pochi metri dal luogo dove ha perso la vita il figlio, che sponsorizza un'automobile con uno slogan a mio parere shockante: «L'unica regola è che non ci sono regole».
Mi chiedo: "cosa intendeva esattamente la casa automobilistica con quello slogan decisamente fuori luogo?".
Oggi il Pirellone ha reso noto che a Milano si registrano 2 incidenti ogni ora e, dato il numero delle persone che annualmente perdono la vita sulle strade, lo slogan mi sembra azzardato, non rispetta il dolore dei parenti e amici delle vittime e soprattutto incita alla guida "senza regole"..


Il cartellone pubblicitario verrà rimosso. "Bene" penso.. Poi leggo: 
"Per sensibilità verso chi ha subito questa tragedia ci riserviamo, come atto opportuno ma non dovuto, di provvedere alla sostituzione del cartellone al fine di evitare ogni forma di strumentalizzazione»
Di certo, la dichiarazione finale, la casa automobilistica, ce la poteva risparmiare..

«Quella pubblicità di automobili offende la memoria di Giacomo»
Sarà rimossa la pubblicità dell'auto che ha turbato il padre di Giacomo
Lombardia, meno morti in strada E a Milano due incidenti ogni ora

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